domenica 29 gennaio 2012

PANORAMI SICILIANI: il lungomare di Mondello

Mondello veduta aerea - file di Giacomo Costa -
Per le vie di Mondello (PA)...dal mitico Charleston a Mondello Paese.....
(clicca sulle miniature per ingrandirle)

sabato 28 gennaio 2012

IL DUOMO DI MESSINA

Il Duomo di Messina foto di User:Pinodario

Il Duomo di Messina è tra i  monumenti più antichi della Sicilia. edificato nel periodo Bizantino fu profanato sotto il dominio Arabo e successivamente consacrato per volere di Ruggero I di Sicilia. Nell'anno 1197 alla presenza dell'imperatore  Enrico VI (figlio di Federico Barbarossa) e della regina Costanza D'Altavilla, l'arcivescovo Berardo  in solenne cerimonia ricostituiva il Duomo al culto Cristiano

venerdì 27 gennaio 2012

PANORAMI SICILIANI - da Capo Zafferana alla Rocca di Cefalù -

Sicilia - Panorama

Sicilia- Panorama








Foto scattata dalla località Altavilla Milicia (PA) - a sx è visibile lo sfondo di Capo Zafferana a dx la Rocca di Cefalù. Cliccare sulle foto per ingrandirle.

domenica 22 gennaio 2012

FOIOLO DI TRIPPA ALLA MEDITERRANEA

Quello della trippa è un piatto che ti riporta agli albori della gastronomia siciliana, quando il popolo non poteva permettersi il lusso di consumare la carne come facciamo oggi, cosi dovevano accontentarsi delle parti  (diciamo) meno nobili  dei bovini e degli ovini ,come la trippa,

sabato 21 gennaio 2012

PASTA E PISELLI IN BIANCO


Esistono diverse versioni di questo piatto, ma non tanto dal punto di vista tradizionale , semplicemente perchè è un piatto molto versatile, nel senso che tutto dipende dagli ingredienti che si hanno a disposizione,

venerdì 20 gennaio 2012

SPAGHETTATA CON ZUCCHINE FRITTE

Spaghettata con le zucchine fritte
Ricetta per 4 persone:
300 g. di spaghetti grossi
2 zucchine verdi
olio di oliva
sale, pepe q.b.
formaggio grattugiato

procedimento:


affettare le zucchine dello spessore di 1 centimetro, in una padella salta pasta con 1/2 bicchiere di olio di oliva caldo friggete tutte le zucchine e metterle in un piatto da parte, dalla padella buttate via la metà dell'olio e tenete il restante unitamente ad un mestolo dell'acqua della pasta, scolate la pasta al dente versatela nella padella  con fuoco medio e fate saltare la pasta unendovi anche le zucchine fritte e 2 cucchiai di formaggio grattugiato, versate nei piatti e guarnite con un cucchiaio di parmigiano e una macinata di pepe nero fresco, e.....buon appetito.

PATATE SAPORITE ALLA SICILIANA

Patate saporite alla Siciliana

Piatto semplice e sempre gradito in tutte le occasioni, dalle umili origini della gastronomia Siciliana, un tempo faceva parte di un secondo a piatto unico magari accompagnato con delle uova , oppure con delle polpettine di "nunnata"

venerdì 13 gennaio 2012

CASTELTERMINI ....e la Santa Croce


Casteltermini - Chiesa di San Giuseppe
file pubblicato per gentile concessione dell'autore
Questa cittadina a ridosso della catena montuosa dei Sicani nell'Agrigentino, fu fondata nel 1629 da un facoltoso nobile, tale Barone Gian Vincenzo Maria Termini Ferreri, a cui furono affidate le terre del Feudo di Chiuddìa  già da tempo abitato da alcuni contadini  nell'antico casale Arabo. Ottenendo la "Licentia Populandi"  per costruire e popolare il paese, dal vicerè  di Filippo IV di Spagna, il barone nell'occasione  fu insignito dal titolo di Principe di Casteltermini. In breve tempo arrivarono migliaia di persone che vi si insediarono, allettate dalla fertilità della terra, intere famiglie provenienti da Mussomeli, Campofranco e Sutera, che avevano deciso di seguire le vantaggiose condizioni che il Principe aveva loro promesso. Vi fu un rapido sviluppo economico e questo anche grazie alle miniere di zolfo Cozzo Disi , una tra le più grandi miniere d'Europa .
Casteltermini divenne uno dei centri più importanti e Industrializzati della Sicilia,  e mantenne questo primato per molti decenni. Negli anni successivi altre industrie infatti furono vanto di Casteltermini, come la Montedison, l'Italkali, del pastificio San Giuseppe, che esportava la pasta in tutta la Sicilia. Molto di tutto questo purtroppo oggi rimane solo un ricordo, dopo la chiusura della miniera e delle altre industrie, l'unica realtà industriale rimane la Joeplast, comunque vanto di una azienda tecnologicamente tra le più avanzate d'Europa nel settore. Chi visita Casteltermini viene subito colpito dalla bellezza delle costruzioni e dei monumenti di questa cittadina che oggi conta circa 9000 abitanti, molti dei quali negli anni del declino hanno preferito seguire un flusso migratorio oltreoceano. Nella visita dei monumenti ci soffermiamo per ammirare la maestosa piazza della Chiesa Madre costruita nella prima metà del XVII secolo, tra i suoi tesori dell'arte sono custoditi le incantevoli statue scolpite da Michele Caltagirone detto il "Quarantino" , due tele della scuola di Velasco , e due dipinti di padre Fedele Tirrito di San Biagio. Nella via Umberto, principale arteria cittadina fa da sfondo scenografico la bellissima Chiesa di San Giuseppe, orgoglio di un vero gioiello Barocco, a cui vi si accede da un ampia scalinata, in essa  si possono ammirare due statue scolpite dal Bagnasco raffiguranti San Giuseppe e la Vergine.

Casteltermini - La Santa Croce
file pubblicato per gentile concessione dell'autore
La Santa Croce:
 A circa 3 km. dal centro si trova l'Eremo della Santa Croce, al cui interno è possibile ammirare una grande croce lignea, trovata in circostanze alquanto singolari, proprio sul territorio del Feudo di Chiuddìa, molto tempo prima che vi sorgesse Casteltermini, nello stesso posto fu eretta una chiesetta che da secoli  la custodisce. La croce fatta in legno di quercia, ha un aspetto rustico a sezione quadrata formata da due tronchi uniti da tre grossi chiodi ribattuti, è alta 3,49 metri ed ha un apertura delle braccia di 2,5 metri. Per conoscerne la datazione del periodo sono stati eseguiti delle analisi presso l'istituto internazionale per le ricerche geofisiche di Pisa, tra i più famosi d'Europa, esami eseguiti con il metodo del Carbonio "C14", per iniziativa del prof. Francesco Lo Verde. Dalle analisi è emerso che il reperto risale circa al 12 d.C. con un incertezza massima di 70 anni. Si suppone che possa essere stata usata durante il periodo del martirio dei cristiani, al tempo delle persecuzioni sotto l'Imperatore Romano Decio.

La sagra del Tataratà:
Si tratta di un'antica manifestazione folkloristica che si inserisce nella festa religiosa della Santa Croce e si celebra nel mese di Maggio, periodo in cui si rinnova l'anniversario del sacro ritrovamento. La sagra si rivale di una tradizione secolare che trae le origini dalle popolazioni arabe che vissero nei casali di questo stesso territorio, e  convertiti al Cristianesimo con gli abitanti di quel tempo. La manifestazione è articolata in diversi modi durante la IV settimana dello stesso mese, in cui si eseguono danze guerresche al ritmo di tamburi, sfoggiando coloratissimi costumi . Nell'occasione iniziano i festeggiamenti le 4 bande musicali appartenenti a 4 diversi ceti , Maestranza, i celibi, i borgesi e i pecorai, che rappresentano le 4 maggiori antiche corporazioni del paese, che preceduti dalle bande sfilano per le vie del paese con i loro splendidi costumi del 600. Il giorno successivo hanno luogo le varie processioni, il ceto della Maestranza con in testa il capitano di giustizia, l'alfiere e il sergente vestiti con i costumi dell'epoca sfilano con i loro cavalli, mentre la domenica racchiude il momento solenne della sagra, in cui tutti e 4 i ceti sfilano su cavalli bardati sfoggiano i loro palii  e i loro stendardi. Si conclude con il gruppo folkloristico del Tataratà con i costumi arabi e le danze tradizionali, entusiasmando le migliaia di turisti che ogni anno vi accorrono per assistere a questa grande festa. La sera infine tutti quanti si recano in solenne processione fino all'eremo per riportare nella sua dimora la maestosa Croce, come vuole la tradizione da alcuni contadini che l'avevano ritrovata. L'importanza di questa manifestazione ha richiamato l'attenzione internazionale, ne è la prova la partecipazione di questo gruppo folkloristico a diversi festival, quali la sagra del mandorlo in fiore nella valle dei templi di Agrigento, la festa dell'Etna, il Columbus day, ed è stata inserita in alcuni documentari trasmessi dalla RAI .


fonte delle informazioni: sito istituzionale del Comune di Casteltermini (AG).

martedì 10 gennaio 2012

MARINA di PORTOROSA



Portorosa Vacanze

Portorosa è il più grande porto turistico della Sicilia, può ospitare circa 680 natanti ed offre assistenza e rifornimento. La sua posizione tra il golfo di Milazzo e capo Tindari offre degli scenari naturali incredibili e uno stupendo panorama delle isole Eolie. Ma Portorosa non è soltanto un porto turistico è anche un prestigioso complesso turistico caratterizzato da ville immerse nel verde che si affacciano su canali navigabili .
Questo villaggio nasce tra gli anni 70 e 80,  da un iniziativa imprenditoriale privata. La progettazione e la realizzazione  di enorme rilievo, infatti prevedeva il dragaggio di un intera zona semipaludosa nel comune di Furnari (ME). Nel 2003 si insediò un'imponente struttura alberghiera  " Hotel Hilton Portorosa Resort" , l'eleganza,  il prestigio e la fama fecero ben presto fluttuare Portorosa al richiamo tusistico mondiale.
Già insignita della bandiera blu è dotata di spiagge attrezzate, servizi  di ristoro e di intrattenimento, oltre ad un centro commerciale, bar, piano bar, ristoranti, pizzerie, boutiques, bazar, noleggio auto, barche (vela o motore), di varie dimensioni con o senza skipper.
Tra le strutture ricettive di Portorosa troviamo il "Blu Hotel Portorosa" (già Hilton), il "Portorosa Village Sicilia", "Portorosa Residence", "Residence il Corallo", "La casa di Nanna". Da Portorosa vengono effettuati collegamenti diretti per le isole Eolie.

Come raggiungere Portorosa:

Dal vicino Porto di Milazzo collegamenti da Napoli con aliscafo.
Dall'autostrada Messina/Palermo casello di Falcone (3km da Portorosa)
Stazione ferroviaria di Novara-Montalbano-Furnari (circa 1,5 km da Portorosa)
Aereoporto di Catania (circa 163 km da Portorosa).

sabato 7 gennaio 2012

Spaghettata con pesce spada


Annoverato tra i piatti più superbi  della gastronomia marinara, questo piatto ha raggiunto la sua massima espressione nell'accostamento di elementi degni di tanta regalità, con la gastronomia Siciliana. Uno di questi è il pomodorino di pachino, davvero unico nel suo genere è un prodotto specificatamente IGP
diviso in quattro diverse categorie.
 Gran parte della gastronomia mediterranea condivide il suo successo con la storia legata al suo territorio, cosi è da sempre, la Sicilia ha sempre condiviso i frutti della buona terra con il pescato locale e il connubio di questi elementi non può avere altri destini che un successo di fama mondiale.  Ma veniamo ora alla nostra ricetta.

ricetta per 4 persone:

300 g. di spaghetti grossi
1 fetta di pesce spada da 300/350 g.
10 pomodorini di Pachino
vino bianco
olio di oliva
prezzemolo
peperoncino
aglio, sale q.b.

Procedimento :
Spelliamo i pomodorini al solito modo, (sbollentandoli per 1 minuto in acqua bollente) e teniamoli da parte. Prepariamo il pesce spada nel seguente modo: in un padellino con un filo d'olio lasciamo rosolare la fetta un minuto per parte, in questo modo la pelle intorno si staccherà dalla carne, cosi sarà più semplice l'operazione di pulizia, controlliamo pure che non vi siano spine, quindi tagliate a dadini e tenete da parte. In una padella salta pasta fate rosolare con 4 cucchiai di olio d'oliva 2/3 spicchi di aglio sminuzzato e 1 peperoncino anch'esso spezzettato, aggiungete il pesce spada lasciate insaporire un paio di minuti, adesso alzate la fiamma e unite mezzo bicchiere di vino bianco, lasciate sfumare per un minuto e riabbassate la fiamma, versate i pomodorini spezzettati e a fiamma moderata lasciate cuocere per 10 minuti. Scolate gli spaghetti al dente versateli nella padella e fate saltare e amalgamare per 5 minuti affinchè il sughetto si assorbisce nella pasta, unite una manciata di prezzemolo tritato, servite ben caldi e.......buon appetito.

giovedì 5 gennaio 2012

Bucatini con acciughe alla Siciliana (pasta cà nciova e a muddica atturrata)

Pasta cà nciova

Per raccontare questo piatto dovremo parlare di storia e di cultura siciliana, è un piatto antichissimo ed è ovvio che gli elementi che lo compongono sono poveri e strettamente legati al territorio, per esempio la presenza del pangrattato veniva definito il formaggio dei poveri, poi nella realtà data la bontà e la  maestria con la quale venivano preparati queste pietanze erano inseriti nel gourmet della nobiltà siciliana.

mercoledì 4 gennaio 2012

LA CHIESA SAN BARTOLOMEO DI SCICLI

Chiesa madre  San Bartolomeo -Scicli (RG)
foto della "Diocesi di Noto"
Questa Chiesa risalente al XV secolo, è uno dei più importanti monumenti della città di Scicli, già incorniciata nel quadro barocco del Val di Noto. La particolarità consiste nel fatto che questa chiesa rimase quasi illesa al catastrofico sisma del 1693, tuttavia dalla prima metà del 700 vi furono una lunga serie di importanti opere strutturali, una delle quali il prospetto a torre sostenuto da possenti colonne in periodo tardo barocco-rococò, progettato dall'architetto siracusano Salvatore Alì. Si denota prepotentemente il distacco dalla sontuosità a un più austero e rigoroso neoclassicismo, un sostanziale cambiamento di gusto nella cultura ufficiale. L'interno costituito da un unica navata a croce greca le cui decorazioni, stucchi affreschi e dorature furono compiute in diversi periodi tra il 1750 e il 1864.


Interno della Chiesa  San Bartolomeo - Scicli (RG)
foto della  "Diocesi di Noto"
Gli affreschi della volta rappresentano alcuni momenti culminanti della vita Di San Bartolomeo Apostolo e del suo martirio,  diversi gli affreschi su tela, tra cui il martirio del santo di Francesco Pascucci  del 1729. All'interno della Chiesa è custodito un presepe ligneo risalente al 1573,  ritenuto un opera d'arte inimitabile, delle sessantacinque statue alte un metro, oggi ne restano solo ventinove. Altro tesoro di alto pregio è senza dubbio la statua lignea dell'Immacolata e successivamente rivestita con lamina d'argento. Come pure la sacra cassa ossia il reliquiario del Santo, rivestito anch'esso in argento, con delle incisioni raffiguranti diversi momenti della vita di San Bartolomeo.

lunedì 2 gennaio 2012

LINGUINE AL NERO DI SEPPIA


linguine al nero di seppia
Piatto tipico dei marinai, copiato da molti (senza troppo successo) , tanti non amano avvicinarsi a questo piatto per via del colore poco rassicurante, e per discrezione preferiscono dire "non mi piace", ma in realtà non l'hanno mai assaggiata, amata dai buongustai, abitudinari di ristoranti dove questi piatti vengono decantati come poesia da cuochi eccellenti che ne sanno risaltare la squisitezza superlativa.

domenica 1 gennaio 2012

SFINCIONE SICILIANO



Metodo moderno:
 Chiamata anche pizza siciliana. Il nome sfincione è sicuramente derivato dall'arabo sfang, che da l'idea di qualcosa di soffice , ed è proprio il caso di questo impasto ottenuto con una lavorazione che prevede una maggiore quantità di acqua e una doppia posa di lievitazione. In origine veniva consumato per le feste natalizie e a capodanno, ma da molti anni lo si può trovare un po dovunque, sia nelle rosticcerie oppure dai venditori ambulanti per le strade, che in maniera molto folkloristica ne decantano la bontà.


Ricetta per 2 teglie 30x40 di sfincione X 10/12 porzioni:
difficoltà ***  media

Impasto:
1 kg. di farina " 0 "
600 g. di acqua
25 g. di lievito di birra
20 g. di sale
50 g. di olio di oliva
50 g. di zucchero

Salsa (ricetta base):
 500 g. di cipolle
olio di oliva
70 g. di concentrato di pomodoro
250 g. di pomodori pelati
250 g. di passata di pomodoro

altri ingredienti :
150 g. di carciofini sott''olio (facoltativi)
125 g. di acciughe
origano
caciocavallo fresco (oppure provolone piccante)
pangrattato

Procedimento:

Cottura Salsa:
Affettare le cipolle e farle rosolare in un tegame con un giro d'olio di oliva,  almeno per 5/7 minuti, quindi aggiungere il concentrato di pomodoro e mescolando bene facciamo rosolare ancora il tutto per altri 5 minuti, a questo punto aggiungiamo
alla salsa i pomodori pelati e la passata, facciamo prendere il bollore e frulliamo il tutto con un mixer ad immersione quindi aggiungiamo i carciofi e metà delle acciughe, lasciamo cuocere a per altri 15/20 minuti ed è pronta da utilizzare.

Impasto per lo Sfincione:

L'ideale sarebbe fare questo impasto con la planetaria ma se non l'avete potete impastare in una ciotola capiente seguendo lo stesso procedimento e impastare prima con una paletta e poi continuare a mano sulla spianatoia.
Cominciamo con il versare l'olio, lo zucchero, metà della farina e metà dell'acqua con il lievito sciolto, impastiamo bene per qualche minuto, quindi aggiungiamo la restante farina e ancora un poco di acqua, avendo amalgamato aggiungiamo adesso il sale e l'acqua rimanente, impastare fino ad ottenere un impasto liscio e morbido, per chi lo fa a mano deve impastare per circa 10/15 minuti, fare una palla liscia, coprire con un canovaccio e lasciare riposare per circa 1 ora. Trascorso questo tempo riprendiamo l'impasto e facciamo due panetti (che a questo punto saranno di circa 600 g. ciascuno) spennellare con olio le due teglie e stendere l'impasto con le mani delicatamente, aiutandovi con le punta delle dita e allargandola dai lati, quindi lasciate lievitare per circa 1 ora a temperatura ambiente ma sempre coperto con un telo.

Cottura e confezionamento:

Riprendiamo le teglie e in ordine casuale mettiamo le restanti acciughe spezzettate e conficcate nell'impasto delle due teglie, lo stesso facciamo con il caciocavallo, spezzettato a dadini e conficcato nell'impasto in ordine casuale, a questo punto versiamo la salsa e la stendiamo con un cucchiaio, coprendo bene tutta la teglia, cospargere sopra l'origano, lasciamo riposare ancora 30 minuti, quindi aggiungiamo il pangrattato e un filo di olio di oliva, infornare in forno già caldo a circa 250° per circa 25 minuti sul ripiano centrale, servire caldo e... buon appetito.

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